Lo street food è uno dei momenti di svago più apprezzati dai giovani, e ultimamente sta prendendo piede anche in altre fasce d’età. Come è nato questo fenomeno che ha conquistato le piazze di tutta Italia?

Street food: le origini della manifestazione nelle civiltà antiche

In realtà, lo street food non è affatto un qualcosa di nuovo: le sue origini risalgono addirittura a prima della nascita del Cristianesimo.

Nell’antico Egitto (si parla di circa 10000 anni fa!), erano già presenti, al porto di Alessandria, dei venditori che friggevano il pesce e lo vendevano ai passanti. Questa usanza ha affascinato i Greci, che l’hanno poi importata ad Atene, diversificando i piatti offerti. Al pesce si accompagnavano infatti spiedini di carne e zuppe di cereali.

Un prototipo di street food destinato ad avere successo, sia per la facilità nel consumo, sia per via della movimentata vita dell’agorà greca. Questo cibo di stradaapproda poi anche in Italia, nell’antica Roma, dove vengono creati dei veri e propri banchetti con tanto di esposizione dei piatti più belli e un bancone per la consumazione.

Le persone apprezzano notevolmente quest’alternativa al pranzo in casa, soprattutto perché gustoso ed economico.

La tappa successiva di questo viaggio è a Parigi, dove con l’inizio del medioevo nascono le “pastès”. Si tratta di torte salate ripiene di carne che rientrano a pieno titolo nella categoria di street food.

Ideali da consumare durante la pausa pranzo, mangiando direttamente con le mani, le pastès diventano in seguito apprezzate anche dal resto della popolazione.

Con il Rinascimento, infatti, questo street foodinizia a essere cucinato anche in casa dalle classi più abbienti, e si sposta anche in Inghilterra, con la nascita della celeberrima “pie”.

La Gran Bretagna vede anche un ritorno del pesce come alimento principale con il famosissimo fish and chips, fritto al momento e avvolto in carta di giornale.

Lo street food gourmet: l’evoluzione

Oggi lo street food non è più un sistema a cui ricorrere solo per l’economicità: si è infatti trasformato in una protezione delle tradizioni culinarie di un paese e si è evoluto nella variante gourmet.

Questo momento, oltre che conviviale, è oggi diventato di aggregazione e svago, grazie alla presenza di numerose manifestazioni per tutto lo Stivale che si occupano proprio di esportare i piatti locali e favorire la commistione.

A differenza di altre nazioni, l’Italia può infatti vantare una diversità culinaria di regione in regione, e non sempre si ha la possibilità di esplorare tutti i sapori: dalle bombette pugliesi al ragù bolognese, dalla polenta alla sfogliatella, dall’arancino al bollito.

Non resta che assaggiarli tutti!

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